U R A G A N I



CHE COS' E' UN URAGANO ?

La parola " uragano " deriva dallo spagnolo " hurracan" che a sua volta deriva dalla parola " uracan " usata dalle primitive popolazioni delle Antille e significa :" Dio delle tempeste ". Tifone proviene dall' inglese " Typhoon " prelevato dal cinese " Tai-Fon" che significa " grande vento "

E' una tempesta ciclonica di tipo tropicale a carattere rotatorio. Una definizione, molto efficace e colorita, viene fornita dal Padre GUGLIELMOTTI nel suo famoso" Vocabolario Marino e Militare " che così recita: Uragano = Tempesta di ferocità superlativamente terribilissima di vento e di mare, che spezza, spazza e porta via. Turbine e vortice di più vortici e turbini.
Rappresenta sicuramente il fenomeno meteorologico più intenso che in natura si possa verificare: la quantità di energia che in esso si produce è così grande da far assumere agli elementi atmosferici violenza inaudita tale da provocare sul mare condizioni pericolosissime per i naviganti e sulla terra ferma vere e proprie catastrofi.

L' Uragano e gli altri cicloni sono depressioni molto intense, con diametro tra le 100 e le 500 miglia e si muovono su un percorso che, da posizioni poco distanti dall' equatore, si spostano verso i tropici. Hanno origine in quelle zone chiamate calme equatoriali e le zone degli alisei, dove le particolari condizioni di caldo e di umidità, creano i presupposti per la nascita delle prime cellule che successivamente daranno vita agli uragani
Esso, inizialmente, è costituito da una piccola area di profonda bassa pressione attorno alla quale spirano venti fortissimi leggermente convergenti verso il centro e rotanti in senso antiorario nell' emisfero Nord, in senso contrario in quello Sud.
I fenomeni si verificano solo in determinate stagioni, soprattutto in quelle calde; hanno luogo solo in certe regioni dei tropici tra i 5° e i 20° di Latitudine - (Nord o Sud). Non sono sempre regolari e si formano in quelle aree oceaniche che hanno un' alta temperatura dell' aria.(in genere oltre 26°). In queste zone " surriscaldate " l' aria più calda diventa più rarefatta e tende perciò ad innalzarsi. In presenza di di atmosfera altamente umida e calda qual' è quella che si forma dove muoiono gli alisei, le "doldrums" (o calme equatoriali), queste, man mano che si innalzano, trovano temperature più fredde e quindi tali masse d' aria si condensano sotto forme di nubi che, a loro volta, vengono coinvolte nel vortice che si è formato, dando luogo così ad una auto alimentazione del fenomeno. La sua sezione verticale tipica è rappresentata nella figura 1

L' energia viene fornita dal valore latente di condensazione ed i valori della pressione al centro, rispetto alle normali tempeste extratropicali, sono molto più bassi e con venti al suolo che agevolmente superano i 100 nodi.


La traiettoria è in genere a forma di parabola e l' uragano si muove all' inizio verso Ovest ed acquista via via un accentuato andamento verso il Polo e quindi ricurva verso Est.

L' Uragano (e qualsiasi altro fenomeno analogo) è soggetto a due velocità: quella di rotazione dell' aria al suo interno " dalla periferia verso il centro " e l' altra, di traslazione di tutto il complesso. Rispetto al cammino, si creano due zone o semicerchi che si differenziano tra loro per l' intensità dei fenomeni presenti al loro interno. Si crea così il cosiddetto SEMICERCHIO NAVIGABILE, che si trova sul lato opposto verso il quale avviene la curvatura ed è a sinistra nell' emisfero Nord mentre lo stesso è a dritta nell' emisfero Sud. In quest' area i venti sono meno forti e di conseguenza le onde di minor altezza. Ciò è dovuto al fatto che le due velocità di rotazione e di traslazione si oppongono tra di loro. Quindi il SEMICERCHIO PERICOLOSO (cioè quello da evitare) rimane sul lato del tragitto verso il quale avviene la curvatura ed è a dritta nell' emisfero Nord mentre è a sinistra nell' emisfero Sud. E' chiamato " pericoloso" perché una nave che si trova nel suo ambito può essere attratta verso il centro del vortice ed in cui i venti sono molto più forti, le onde raggiungono la massima altezza a causa dei motivi opposti del semicerchio maneggevole e cioè, in questo caso, le due velocità di rotazione e di traslazione si sommano.

Ha una zona centrale chiamata " occhio" , del diametro tra i 20 ed i 40 chilometri il cui il vento è calmo ma il mare mostra un moto ondoso caotico e di notevole altezza. Il tutto si sposta con una velocità intorno agli 8 - 14 nodi ed è inferiore nel tratto di percorso verso Ovest ed aumenta sensibilmente quando ricurva verso Est.
In mare aperto, i forti venti generano onde alte quasi sempre 11 - 15 metri, oltrepassando spesso tali valori, raggiungendo anche i 20 - 25 metri. Queste onde si diramano dal centro " a raggiera " e man mano che si allontanano da esso diventano onde di mare lungo, diminuendo in altezza. Però come si avvicina l' uragano, al mare lungo si sovrappone il mare vivo, caratterizzato da onde corte, basse e violente che, mischiandosi a quello lungo, provoca una condizione di mare incrociato.

A secondo della zona della terra in cui si verificano i fenomeni, questi assumono nomi diversi. Così, abbiamo:
-Uragani nel Nord Atlantico, Caraibi, Sud Pacifico.
-Cicloni Oceano Indiano, Golfo del Bengala, India Meridionale, Mare Arabico
-Tifoni Pacifico
-Baguio nelle Filippine
-Willy Willy in Australia


PRINCIPALI URAGANI CHE NEL CORSO DEI SECOLI HANNO PROVOCATO IMMANI TRAGEDIE.


I primi uragani registrati risalgono ovviamente a dopo la scoperta dell'America avvenuta nel 1492. Come noto essa avvenne il 12 Ottobre di quell'anno da parte di Colombo ed ora, a distanza di tanti anni, conosciamo dalle statistiche che la stagione degli uragani và da Giugno ad Ottobre con la punta massima nel mese di Settembre. Desta perciò stupore che il celebre genovese abbia evitato tale spiacevole esperienza e si deve ritenere che egli fosse dotato di eccezionale buona sorte per non essere incappato in una di quelle tempeste che, probabilmente avrebbero affondato le fragili caravelle e quindi ritardato la scoperta del nuovo mondo. La stessa buona sorte anche dieci anni dopo.

Luglio 1502 - Colombo ed il Comandante Bobadillo erano alla testa di due convogli diretti in Spagna ed erano alla fonda presso l' isola di San Domingo quando Colombo ebbe a notare i segni precursori della tempesta avvicinatesi, fra questi come risulta dalle sue annotazioni, una forte risacca proveniente da Sud Est, un'innalzarsi anormale del livello delle acque (surge) ed un' afa opprimente. Secondo le conoscenze attuali, l' uragano doveva trovarsi a Sud di Portorico; nonostante la sua richiesta, il Governatore dell' isola di Hispaniola, rifiutò il permesso a Colombo e a Bobadillo di entrare in porto ed ordinò anzi alla flotta di proseguire per la Spagna. Colombo non obbedì e si portò verso la foce del Rio Jaina trovando ridosso e salvando così le proprie navi, mentre invece Bobadillo, obbedendo, proseguì e fu investito in pieno dall' uragano, perdendo numerose navi.
(Nota: una regola molto semplice dice che nell?emisfero nord - ponendo il viso sulla provenienza del vento, il centro della depressione si trova sulla destra un pò più indietro. Questo consente,con una certa approssimazione, di individuare in quale semicerchio si trova la nave).

1553 - 16 navi spagnole furono travolte da un uragano e di cui non si seppe più nulla.

1640 - 36 navi furono investite da uragani di cui, quattro finirono per perdersi in costa e quasi tutti i marinai annegarono, salvo 260 sopravvissuti.

1875-1876 - 176 navi andarono perdute per uragani

1840 - 1893 - 7.253 persone persero la vita in 125 naufragi

1845 - da una ricerca eseguita dall' americano Redfels, analizzando i dati su un uragano di quell' anno, potè esaminare i giornali nautici di oltre 50 navi che si erano trovate nel raggio di 450 miglia. Egli suppone che vi erano certamente altre navi nella zona e di cui non si è avuta alcuna notizia.

Dati dal 1780 (fonte: N.H.C - NOOA)

Dati in ordine decrescente

n.1 - dal 10 al 16 Ottobre - 22.000 morti - Zona Caraibica (The Great Hurricane)

n.2 - 8 Settembre 1890 - 12.000 morti - Galveston (Texas)

n.3 - 14/19 Settembre 1974 - 10.000 morti - Uragano FIFI -Honduras

n. 4 - 22 Ottobre/5 Novembre 1998
-
9086 morti + 9191 dispersi - Uragano MITCH
Honduras-Guatemala-El Salvador-Messico-Costarica

n.30 - 8/21 Novembre 1994 - 1145 morti - Uragano GORDON - Caraibi

n.56 - 27 Giugno 1957 - 550 morti - Uragano AUDREY - Texas e Luisiana

n. 89 - 17/18 Agosto 1969 - 259 morti - Uragano CAMILLE - Luisiana e Virginia

n. 163 - 21 Settembre 1957 - 80 morti - Uragano CARRIE - Sw Is. Azzorre (nave scuola marina mercantile tedesca "PAMIR"

n. 259 - 11/13 Agosto 1955
- 25 morti - Uragano CONNIE - Nord Carolina