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NAVI IN OSTAGGIO

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  Marina D' Aequa




 

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FUSIJAMA

 

 

 

La motonave “ FUSIJAMA” apparteneva al Lloyd Triestino, costruita nel 1929 e stazzava 6.244 tonnellate e poteva sviluppare una velocità di 12 nodi . Era al comando del Capitano di Lungo Corso Tommaso MARESCA , di Piano di Sorrento e diplomatosi presso l’Istituto Nautico “Nino Bixio” nel 1909. Abbiamo scelto questa storia per il duplice motivo che il Fusijama è stata l’ultima a forzare il blocco – via Capo Horn e, perché comandata da un nostro concittadino.

Al momento della dichiarazione di guerra – 10 Giugno 1940 – essa si trovava a Bangkok e fu organizzato il suo trasferimento in Giappone unitamente al piroscafo tedesco MOSEL al quale fu necessario trasferire dodici marittimi italiani di rinforzo prelevati dalla nave “XXVIII Ottobre” (quest’ultima impossibilitata a prendere il mare). La partenza avvenne l’8 Agosto 1941 e fu raggiunta Kobe il successivo 22 Agosto, dopo aver percorso circa 3.000 miglia e mantenendo una velocità intorno ai 10 nodi, dovuta alla sosta forzata di oltre un anno in acque tropicali con conseguente pessime condizioni dello stato della carena.

Tra Yokohama e Kobe, il Fusijama caricò tonn. 4.839 di materie prime  destinate all’Italia e alla Germania, tra cui oltre 2.000 tonnellate di gomma e circa 100 tonnellate di copertoni e camere d’aria di cui vi era penuria in entrambi i paesi. Fu necessario rinforzare l’equipaggio portandolo complessivamente a 8 Ufficiali e 37 comuni, prelevando i rinforzi dal “Conte Verde” e dal “Carignano” bloccati in Giappone.

Fu deciso che la nave avrebbe tentato di forzare il blocco seguendo le stesse rotte percorse dal Cortellazzo e dal Pietro Orseolo e cioè passando da Capo Horn. Di conseguenza, i diciassette punti con nomi di persona  furono adattati all’iniziale della nave “F” come si evince dalla tabella seguente:

 

NOME assegnato al Fusijama

Data prevista

Corrispondente P. Orseolo

1

Omesso

------------------

OMERO

2

Omesso

------------------

OVIDIO

3

Filomena

4 Marzo

OSVALDO

4

Ferdinando

-----------------

OTTO

5

Fausto

18 Marzo

OTTORINO

6

Fosco

-----------------

OTTAVIO

7

Franco

------------------

ONORATO

8

Fortunato

------------------

ONOFRIO

9

Felice

2 Aprile

ORAZIO

10

Fedora

------------------

ONORIO

11

Fulvia

------------------

ORESTE

12

Fiorenza

8 Aprile

ORLANDO

13

Federico

14 Aprile

ORSOLA

14

Fedele

------------------

OSCAR

15

Folco

------------------

OTELLO

16

Fernanda

15 Aprile

OLIVIERO

17

Frida

17 Aprile

OLINDO

 

Era imperativo rispettare le date di raggiungimento dei previsti punti perché si doveva preavvertire della presenza della nostra nave tutti i sommergibili e le navi corsare dell’asse operanti nelle varie zone.

 

Il FUSIJAMA partì quindi alle ore 09.15 del 7 Febbraio 1942, lasciò il porto di Kobe ed iniziò la traversata. Qui di seguito i fatti salienti:

 

07/02/42 – Nel primo pomeriggio, a seguito della segnalazione di presenza di sommergibili americani, fu deciso di dare fondo alle ancore a due miglia a levante del faro di Hino Misaki.

08/02/42 – Alle 06,30 venne ripresa la navigazione ed assunta una rotta per raggiungere il punto di 06° Nord 160°,5 Est. Furono iniziate le operazioni di mascheramento della nave. Trascriviamo quanto ebbe ad annotare sul Giornale Nautico il Comandante Maresca:

………………omissis……………..

“ Provvedo a completare il camuffamento della nave adattando degli sferzi alle murate delle stive 1 e 6 e delle tavole alle ringhiere in corrispondenza della stiva 3, in modo che da lontano la nave possa assomigliare al piroscafo inglese ANGLO INDIAN. Faccio inoltre dipingere sui boccaporti 1, 3 e 5 la bandiera nazionale e sistemare a poppa un finto cannone di legno.”

            …………….omississ………………….

 

 

18/02/42 – La nave è al traverso delle Isole Marshall ed alle 08 del mattino viene sorvolato da un aereo, riconosciuto come giapponese, e pertanto vengono subito scoperte le bandiere italiane dipinte sui boccaporti 1 – 3 – 5, viene issata la bandiera tricolore e trasmesso in chiaro il nominativo vero “IBVM”. L’areo, dopo alcuni sorvoli, si allontana con grande sollievo dell’equipaggio.

 

20/02/42 – Intorno alle 12,30, un altro aereo giapponese, scende in picchiata sulla nave. Come due giorni prima, vengono immediatamente scoperte le bandiere italiane sui boccaporti ed issato oltre al nominativo anche il tricolore. L’aereo, riconosciuto come un Mitsubishi 96, compie alcuni sorvoli a bassa quota e poi sembra allontanarsi. Quindi viene ammainato il nominativo ritenendo che l’aereo nipponico abbia riconosciuto la nave italiana. Invece ritorno da lì a qualche minuto e sgancia una bomba che cade 50 metri di prua. La bandiera italiana ed i boccaporti mostrano ancora la vera nazionalità del Fusijama; tutto ciò non basta al giapponese che compie un secondo passaggio sulla verticale e sgancia una seconda bomba che scoppia poco distante dalla poppa. L’aereo ritorna una terza volta ed inizia a mitragliare, azione che, per fortuna, non reca danno. Viene lanciato allora all’aria il nominativo “ segreto” di soccorso. Finalmente alle 13,25 l’aereo si allontana definitivamente.

 

25/02/42 – Viene raggiunto il punto di attraversamento dell’Equatore alla longitudine di 160° Ovest al traverso delle Isole Fanning.

 

Dopo essere transitata al largo delle Isole Marchesi e dell’Isola Ducie, la nostra violatrice di blocco, punta su Capo Horn.

 

11/03/42 – Viene avvistata in tempo una nave con rotta levante e l’incontro viene evitato con brusco cambiamento di rotta.

 

20/03/42 – Si doppia Capo Horn transitando per il punto Fausto con due giorni di ritardo sulla tabella di marcia, avendo incontrato tempo avverso e corrente contraria e la relativa velocità media raggiunta fu di 11,24 nodi. Lo stesso giorno fu ricevuto l’ordine di passare a 200 miglia a levante dello scoglio San Paolo posto a mezza strada tra i punti Felice e Fiorenza.

 

25/03/42 – Poiché il Fusijama si stava avvicinando al centro dell’Atlantico, fu inviato a tutti i sommergibili operanti in quel tratto il seguente messaggio: “Piroscafo nazionale diretto porto Francia occupata potrà essere incontrato paralleli 42° - 43° dal giorno 12 al giorno 23 Aprile alt Scafo grigio scuro sovrastrutture grigio chiaro fumaiolo grigio scuro senza distintivo vero nome della nave ANGLIO INDIAN inglese aut TROMSOFJORD norvegese.”

 

Sono oltremodo evidenti le preoccupazioni del nostro Comando ed i notevoli rischi che correva il Fusijama di esser inconsapevolmente attaccato da navi amiche. Questo rende ancor più rimarchevole l’assoluto valore insito nel compimento delle missioni di questo tipo compiute delle nostra navi mercantili.

 

31/03/42 – Al traverso dell’Isola Sant’Elena.

 

01/04/42 – E’ avvistato un piroscafo ad una distanza di 16 miglia che viene evitato con una pronta deviazione.

 

03/04/42 – Al traverso dell’Isola Ascensione.

 

06/04/42 – A 200 miglia a levante dello scoglio San Paolo. Come da istruzioni.

 

15/04/42 – E’ ricevuto il seguente messaggio da Supermarina: “Convoglio nemico giorno 15 at lat. 37° N Long. 30° O rotta 055° altro convoglio 51°N Long. 21° O in rotta per SudEst attraverseranno presumibilmente zona Nord Est punto Frida fra giorni 17 et 20 alt tenersi distante invertire temporaneamente rotta se ciò necessario”.

 

Riportiamo quanto scrisse a questo proposito il Comandante Maresca nel proprio Giornale Nautico:

…………..omissis………….

Alle ore 16,35 dello stesso giorno in lat. 41°17’ N long. 35°25’ E si avvista al traverso di dritta alla distanza di circa 12 miglia un piroscafo vuoto che sembra armato con un cannone a poppa e che dirige per sud-ovest: cambio rotta ed osservo che la nave compie una diversione di rotta. Nella probabilità di poter essere segnalato o seguito, alle ore 20,00 faccio rotta per 055° fino alle ore 04,00 del 16 Aprile dirigendomi poi per levante. Alle 20,00, considerando che mi sarei avvicinato troppo alla posizione probabile del convoglio nemico proveniente da Sud, inverto la rotta fino alle 04,00 del 17 riprendendo poi alla detta ora la rotta per levante”.

……………..omissis……………….

 

18/04/42 – Alle 17,30 viene avvistata la torretta di un sommergibile identificato poi come un U-Boot; per prudenza viene operata una diversione di rotta.

 

19/04/42 – E’ raggiunto il Punto Frida, con due giorni di ritardo. Si mette in rotta per 090° per l’atterraggio a Capo Finisterre.

 

20/04/42 – Nel pomeriggio, sbuca improvvisamente da un piovasco, un quadrimotore inglese ed il Comandante fa scoprire subito i boccaporti 2, 4 e 6 su cui è dipinta la bandiera inglese. Ma l’aereo chiede col proiettore il nominativo di questa nave isolata. Gli viene risposto col nominativo GFGT e ripetutamente in chiaro “ British Ship Anglo Indian”. Finalmente alle 15,00 l’aereo si allontana.

Nella convinzione però che l’aereo possa aver trasmesso al proprio comando il nome di questa fantomatica nave inglese e quindi da ritenere assai probabile la scoperta dell’inganno e conseguentemente una ricerca o un attacco da parte della RAF, il Comandante decide di rifugiarsi nel porto più vicino con l’intento di evitare l’affondamento della nave. Quindi, entrato nelle acque territoriali spagnole, accostò per Sud e raggiunse CORCUBION . Qui il Comandante si mise in contatto con l’Addetto Navale Italiano a Madrid. Dopo aver raggiunto i logici accordi tra Ambasciata tedesca e Capitaneria di Porto locale, fu ordinato di proseguire per EL FERROL che fu raggiunto il 23 successivo

 

23/04/42 – Il Fusijama si camuffò quindi da nave spagnola assumendo il nome di “Monte Almanzor” dal corrispondente nominativo EAKQ. Alle 21,30 salpò. Nella notte furono dipinti in giallo il fumaiolo con le lettere “ A “ in rosso ai lati, accorciato lo stesso ed inoltre dipinte sui boccaporti 2 – 4 e 6 la bandiera spagnola.

24/04/42 – La nave fu ripetutamente sorvolata da aerei tedeschi ed in conseguenza di ciò, furono scoperti i distintivi nazionali facendosi cos’ riconoscere dall’alleato.

 

25/04/42 – Breve sosta ad IRUN, e ripresa della navigazione sotto la scorta di una torpediniera tedesca.

26/04/42 – Alle 18,30 si ormeggiò finalmente a Bordeaux.

 

Si concludeva così, dopo aver percorso 20.484 miglia una traversata durata oltre 74 giorni, alla velocità media di 11,49 nodi ed aver superato con innumerevoli peripezie, improvvisi colpi di scena e la veloce realizzazione di camuffamenti che hanno dell’incredibile, manifestando oltre ogni modo la grande competenza e perizia marinaresca, l’intelligente applicazione delle istruzioni ricevute, che hanno esaltato ancor di più le grandi doti umane e patriottiche di una classe di naviganti di cui si può e si deve essere stupendamente orgogliosi. Imprese come quelle delle nostre navi bloccate all’estero, di quelle che hanno violato i blocchi avversari, di quelle che si sono autoaffondato, di quelle che si sono immolate obbedendo agli ordini ricevuti, dovrebbero far riflettere quanti, giovani o meno giovani, nulla hanno saputo di questa gloriosa pagina di storia marittima italiana.

 

Anche al Comandante Tommaso MARESCA al Dir. Di Macchina furono conferite la medaglia d’Argento al V.V. Quella di brozo e la Croce di Guerra, rispettivamente agli Ufficiali ed all’Equipaggio.

 

Ci piace qui chiudere con quanto ebbe ad esprimere a SuperMarina il Comandante di BETASOM (La base Atlantica dei nostri sommergibili in Atlantico di Bordeaux) Capitano di Vascello Polacchini sula traversata compiuta dal Fusijama:

………………………..omissis………………………

Gioia, soddisfazione del dovere compiuto, fede, entusiasmo, volontà di servire ancora la Patria per altre più rischiose imprese, in questo si riassume lo spirito che ho trovato sul Fusijama: Di ciò a tutti va resa lode, ma particolarmente al Comandante che tale spirito, con le sue alte qualità ha saputo trasfondere in tutti. SU TUTTE LE NAVI MERCANTILI CHE, FORZANDO IL BLOCCO HANNO RAGGIUNTO I PORTI DELLA FRANCIA OCCUPATA, FEDE, ENTUSIAMO SERENITA’ E CORAGGIO, HO SEMPRE RILEVATO: FORSE PERO’ MAI COME SUL FUSIJAMA, DOVE SONO VERAMENTE ECCEZIONALI.” .

 

 

 

 

La Motonave “ FUSIJAMA

 





 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

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