CORTELLAZZO
E’ stata la prima
nave italiana a violare il blocco avversario dal Giappone alla Francia.
Motonave da carico appartenente alla Società Lloyd Triestino era stata
varata nel 1931 presso i Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone
ed aveva una stazza di 5.292 Tonnellate.
Poteva sviluppare
una velocità di 14 nodi, il ché la rendeva particolarmente indicata per
una lunga e perigliosa traversata. La Cortellazzo era stata sorpresa
dalla dichiarazione di guerra del 10 Giugno 1940 nel porto di Dairen
(Corea). Poi veniva trasferita in Giappone dove iniziarono i preparativi
per violare il blocco.
Da tener presente
che fino all’inizio dell’operazione “ BARBAROSSA “ (Invasione della
Russia da parte tedesca il 12 Giugno 1941), i rifornimenti di materia
prime – gomma grezza, stagno, zinco, wolframio – reperibili solo in
estremo oriente, venivano trasportati, via terra, con la Transiberiana.
Venendo a cadere quella possibilità, i tedeschi pensarono di sfruttare
le loro navi mercantili bloccate nelle acque giapponesi (Ben 15) e
pertanto avviate a violare il blocco.
Nove navi tentarono
l’impresa, ma solo cinque riuscirono nell’intento, due furono affondate,
una catturata e l’ultima richiamata al porto di partenza. Si era ormai
nell’autunno inoltrato, e dopo aver esaminato le compatibilità delle
navi italiane presenti in zona, Supermarina fece la sua scelta tra le
otto disponibili, optando per le seguenti unità perché ritenute più
idonee allo scopo: Pietro ORSEOLO – CALITEA (ex RAMB II°) – FUSIJAMA –
CORTELLAZZO – CARIGNANO. La Marina Italiana, preparò uno studio
nautico-meteorologico relativo ad una traversata dal Giappone ad un
porto atlantico della Francia dove venivano evidenziati i diversi
fattori meteo e le rotte da percorrere suddivise in sei tratti. Era
stata scelto il passaggio da Capo HORN, già seguito dalle navi tedesche,
perché all’epoca non essendo ancora in atto le ostilità tra Giappone e
Stati Uniti, la traversata del Pacifico costituiva una zona quasi priva
di pericoli per i mercantili dell’asse.
Sulla base di queste
indicazioni di massima, la CORTELLAZZO, al comando del Capitano di Lungo
Corso Luigi MANCUSI, iniziò nel porto di KOBE, le operazioni di quelle
preziose materie prime urgentemente richieste dalla Germania e
dall’Italia. In data 6 Ottobre 1941, l’Addetto Navale a TOKIO,
dopo aver eseguito un attento studio delle rotte che la nave avrebbe
seguito, inviò un “radio” cifrato a Supermarina – via Pechino – in cui
venivano indicati i seguenti 17 punti inizianti con la lettera “C” e che
vengono trascritti nella sottostante tabella:
|
N |
Nome |
Latitudine |
Longitudine |
|
1 |
CARMELA |
04° N |
170° W |
|
2 |
CARLO |
28° S |
140° W |
|
3 |
CARLOTTA |
10° S |
127° W |
|
4 |
COSTANZO |
54° S |
80° W |
|
5 |
CLARA |
58° S |
65° W |
|
6 |
CATERINA |
53° S |
48° W |
|
7 |
CIRILLO |
20° S |
20° W |
|
8 |
CLAUDIO |
20° S |
15° W |
|
9 |
CORRADO |
10° S |
20° W |
|
10 |
CRISTOFORO |
10° S |
17° W |
|
11 |
CLARISSA |
05° N |
28° W |
|
12 |
CORNELIO |
12° N |
39° W |
|
13 |
COSTANTINO |
41° N |
37° W |
|
14 |
CECILIA |
40° N |
36° W |
|
15 |
CAROLINA |
46° N |
20° W |
|
16 |
CLEMENTE |
35° N |
22° W |
|
17 |
CRISPINO |
42° N |
18° W |
Aggiungeva anche il
seguente messaggio: “Prima rotta ritengo conveniente : Carmela –
Carlo – Costanzo – Clara – Caterina – Claudio – Cristoforo – Clarissa –
Cornelio alt Propongo anche seguente seconda rotta: Carmela – Carlotta –
Costanzo – Clara – Caterina – Cirillo – Corrado – Clarissa – Cornelio
alt Dal punto Cornelio nave procederà per Nord nella fascia compresa tra
meridiano 36° e 40° Ovest raggiungendo successivamente punto Costantino
et Carolina et porto di destinazione alt”
(Questo messaggio
viene da noi contrassegnato col n° 1)
Era stato anche
deciso il mascheramento che il CORTELLAZZO avrebbe preso alla partenza
ed in navigazione. Per cui sempre l’Addetto Navale in Giappone inoltrava
il seguente messaggio radio cifrato:
“ 16 Novembre
1941 – “ Da partenza sino 30° Sud in Atlantico noto mercantile assumerà
nazionalità giapponese KINGA MARU, scafo grigio scuro et grigio chiaro
sovrastrutture et alberatura; fumaiolo grigio et metà superiore rosso
con lettere IT in bianco alt da parallelo 30° sud nazionalità svedese
DELHI compartimento Gotenborg scafo come sopra fumaiolo giallo
superiormente disco azzurro con tre corone reali gialle alt
caratteristiche nave invariate eccetto prolungazione con tavole tuga
fino castello centrale alt Comunicate Ammiragliato Berlino”
( Questo messaggio
viene da noi contrassegnato col n*.2)
Il 21 Novembre 1941
veniva inviato a Supermarina dall’Addetto Navale a Tokio il seguente
messaggio:
“ 21 Novembre
1941 – Decifrate da solo – Segreto – Riferimento mio 6 Ottobre
(è il nostro nostro n° 1) ultimo capoverso alt Carmela Dicembre 2
– Clara Dicembre 25 – Cristoforo Gennaio 6 – Cornelio Gennaio 13 –
Costantino Gennaio 20 – Crispino Gennaio 23 – Clemente
(eventualmente) Gennaio 20 alt Ultimi due punti saranno raggiunti
esattamente data stabilita alt altri punti possono essere raggiunti
soltanto un giorno di ritardo”
Queste le necessarie
premesse anche per evidenziare, come si vedrà ampiamente in seguito, le
enormi difficoltà da affrontare, non solo di carattere tecnico-nautiche
ma pure di natura di intelligence e furbizia, tese ad ottenere il pieno
successo della missione in condizioni assolutamente severe.
In ottemperanza alle
disposizioni ricevute, il 6 Novembre 41 il Cortellazzo lasciò Kobe
dirigendo su DAIREN (Corea) per completare il carico ed i rifornimenti.
Questi, in sequenza, i fatti:
06/11/41
– Partenza da KOBE – Bandiera giapponese – nome DAI ICHI CHOKYU MARU
09/11/41
– Arrivo a DAIREN - Prima della partenza,Il Comandante ricevette dall
‘Ambasciatore tedesco a Tokio, un avvertimento in cui veniva precisato
che qualora la nave arrivasse alla frontiera franco-spagnola in anticipo
sulle date previste, doveva ancorare ad IRUN ed attendere in quel sito
la scorta tedesca.
16/11/41
– Dopo aver imbarcato 5.639 tonnellate di merci e materie prime, di cui
1.330, ed in particolare tonnellate 496 di copertoni destinate
all’Italia e 4.309 alla Germania, alle 20,15 il CORTELLAZZO
iniziò la traversata.
29/11/41
– Tra i punti Carmela e Carlo, venne regolata la velocità onde
incrociare nelle ore notturne le rotte marittime ed aeree tra le
Filippine e gli Usa.
08/12/41
– Viene intercettato
un messaggio radio urgente lanciato a tutte le navi americane relativo
all’attacco giapponese a Pearl Harbour da parte del Comandante in Capo
della Flotta USA nel Pacifico. Il momento è tragico. Il Cortellazzo non
ha ancora superato il meridiano di cambiamento data ed è giocoforza
abbandonare il camuffamento giapponese. Quindi, Supermarina fece
pervenire il seguente messaggio urgente:
“ Decifri da solo
alt seguito entrata in guerra Giappone ordinato CORTELLAZZO assumere
subito nazionalità svedese alt omissis”
(Questo
messaggio viene da noi contrassegnato col n° 3)
L’equipaggio quindi
applica il nuovo mascheramento e si è al largo delle Isole Salomone. Il
Comandante sceglie inoltre una nuova rotta per passare tra le Isole
della Società e le Isole Tuamotou che vengono lasciate a dritta,
puntando decisamente verso Capo Horn
24/12/41
– Doppiato Capo Horn. Il Comandante così annotava “ Nonostante il
transito molto a Sud di Capo Horn e quello molto a levante delle Isole
Falkland, non venne notata la minima presenza di ghiaccio galleggiante
ed iceberg alla deriva. Il fatto è degno di rilievo poiché nei mesi di
Dicembre e Gennaio in dette zone di mare la navigazione è resa
difficoltosa e pericolosa dalla presenza di numerosi icebergs.”
Abilità e molta fortuna.
Assunta rotta Nord e
dovendo attraversare la parte più stretta tra il Brasile e l’Africa, il
Cortellazzo presa una rotta passante tra l’Isola di Fernando de Noronha
e lo scoglio San Paolo.
10/01/42
– Viene raggiunto il punto Clarissa (05°N – 28° W)
11/01/41
– A seguito di richiesta avanzata dai tedeschi, viene trasmesso il
seguente messaggio “ Non, dico non, utilizzare Clemente alt A
Costantino cambiare 41° in 42° lat. N et a Crispino 42° in 42° 30’
Nord”
(Questo
messaggio viene da noi contrassegnato col n° 4)
Il Cortellazzo si
attenne quindi alle nuove disposizioni.
16/01/41
– Nella posizione 26°20’ Nord e 39° W viene avvistata una grossa
petroliera con rotta 280° che è opportunamente evitata modificando la
rotta. Viene quindi regolata la velocità per attraversare in ore
notturne la fascia di 150 miglia a levante delle Azzorre.
23/01/41
– Il Cortellazzo ha raggiunto la posizione 43° 30’ N e 18* W (più o
meno CRISPINO) e quindi inizia l’accostata verso le coste spagnole.ed
atterrò a Capo Ortegal (circa 35 miglia a Nord Est di La Coruna).
Proseguì quindi ad una distanza di sicurezza dalla costa spagnola a
causa della fitta nebbia, dirigendo per IRUN (E’ il primo porto francese
subito dopo la frontiera spagnola), come raccomandato alla partenza.
26/01/41
– All’alba vengono incontrati 4 dragamine tedeschi che, molto increduli,
chiedono spiegazioni a questa misteriosa nave “ svedese “ e, accertata
la vera nazionalità, offrirono la loro scorta. Fu infine necessaria una
breve sosta a Saint Jean de Luc (circa 16 miglia più a Nord) da dove ne
ripartì alle 13.00, e questa volta scortata da tre cacciatorpediniere
tedeschi come previsto.
27/01/41
– Alle ore 03.00 il Cortellazzo ancorò a Le Verdun (BORDEAUX). Erano
state percorse 21.163 miglia in 1.730 ore alla velocità media di 12,23
nodi.
Si concludeva così
felicemente la prima traversata Giappone – Francia da parte di navi
mercantili italiane, superando brillantemente le mille difficoltà
nautiche insite nel progetto, gli imprevisti ed i rischi dovuti ai fatti
politico-militari, non ultimo l’entrata in guerra degli Stati Uniti,
diciamo, in corso d’opera, e soprattutto consentendo il rifornimento di
preziosissime materie prime. In riconoscimento dell’impresa compiuta, il
Capo di Stato Maggiore della Marina Italiana, lo stesso giorno 27,
concesse le seguenti ricompense al valor militare “ sul campo”:
Comandante e
Direttore di Macchina: Medaglia d’Argento
Ufficiali : Medaglia di
Bronzo
Equipaggio : Croce di Guerra
La
traversata Dairen
– Bordeaux del CORTELLAZZO





La storia del CORTELLAZZO però non si conclude così. Infatti, dovrà
forzare il blocco, questa volta in senso contrario e, purtroppo con
esito fatale. Il Comandante è il Capitano di Lungo Corso Augusto
PALADINI. Sono stati aggiunti elementi della Marina Militare ed alcuni
tedeschi per i necessari collegamenti. Il 29 Novembre 1941 il
CORTELLAZZO inizia quello che sarà il suo ultimo viaggio. Vediamo come
si sono svolti i fatti:
29/12/41
– Partenza da
Bordeaux, sotto la scorta di tre unità sottili tedesche che
l’accompagnano fino a Capo Finisterre. Appena le navi militari si
allontanano, il Cortellazzo viene avvistato da un ricognitore inglese,
un Sunderland.
01/12/41
- Sei Cacciatorpediniere, guidati dalla ricognizione aerea, attaccano
la nave italiana.
Onde evitare la
cattura, il Comandante decide l’autoaffondamento nella posizione 44°
Nord 20° Ovest.
Seguono giorni di
notizie contradditorie Questi in sequenza i m relativi e laconici
messaggi:
03/12/41
– Da Gruppo Sommergibili Atlantici a SuperMarina “ Decifrate da
solo alt M/n Cortellazzo attaccato da incrociatore nemico Lat. 44° Nord
Long. 20° Ovest si è autoaffondato alt Undici sommergibili alleati
ricevuto ordine ricercare naufraghi alt condizioni mare sfavorevoli “
07/12/41
- Da Maricolleg
Berlino – a Supermarina “ Motonave Cortellazzo dopo dato segnale
essere attaccata trasmetteva poco dopo che bastimento veniva
autoaffondato “DOPO DISTRUTTI DOCUMENTI SEGRETI” alt nessuna altra
notizia al riguardo salvo esito negativo ricerche aerei et sommergibili
tedeschi già comunicato”
23/03/43
– SuperMarina così
rispondeva ad una richiesta tedesca circa la sorte del personale tedesco
a bordo del Cortellazzo:
“Segreto – In una
lettera del Comandante civile della M/n Cortellazzo Sig. Agusto
Paladini, transitata dall’Ufficio informazioni famiglie del Ministero
Marina, è scritto: Tutto il personale imbarcato è salvo.
In effetti, la
suindicata comunicazione è la prima notizia ufficiale che almeno
l’equipaggio si è salvato. In effetti, come si è potuto ricostruire a
posteriori, i naufraghi del Cortellazzo furono recuperati dalle unità
inglesi e trasportati prima a Gibilterra e successivamente in campo
d’internamento in Inghilterra. Così si chiudeva la carriera di questa
nave mercantile italiana.

La
Motonave “ CORTELLAZZO “