Casina dei Capitani.net    

 



NAVI IN OSTAGGIO

Pag 1
Pag 2
Pag 3
Pag 4
Pag 5
Pag 6
Pag 7
Foscolo
Pietro Orseolo
Cortellazzo
Fujiama
 
 
  Chi siamo

  Archivio

  Documenti

  News

  Link

  Contact

  More info

  Presentazione Archivio

  Archivio Storico Casina

  Addio Michele Attardi

  MetaPorteAperte

  In Memoria

  Marina D' Aequa 25 anni dopo

  Il blog Casina dei Capitani

  Marina D' Aequa




 

 anno 2001
 anno 2002
 anno 2003
 anno 2004

 

 

FOSCOLO

 

L’affondamento del FOSCOLO, avvenuto il 15 Maggio 1940, ad opera degli Stukas tedeschi, oltre ad essere una rappresentativa storia delle nostre navi drammaticamente protagoniste prima dello scoppio della guerra, costituisce anche l’odissea dell’equipaggio della stessa che si trovò coinvolto nella tragedia di Dunkerque  Esso apparteneva alla Società TIRRENIA di Napoli che l’aveva rilevato dalla Società ADRIA nel 36 dopo la nascita della FINMARE .

Il FOSCOLO era un piroscafo da carico – costruito a Glasgow – nel 1919 –di Tonn. 3.059 di St. Lorda col nome “ROGIER “ aventi le seguenti dimensioni: lungh. 104,20 – largh. 14,20 – imm. 7,05 – Macchina a vapore (Triplice espansione) della potenza di 1.700 Hp.

Dopo essere stato ceduto ad una Compagnia belga nel 1927, cambiando nome in “ MARINGA” fu acquistato nel 1934 dalla Società Adria che le impose il nome definitivo di “ FOSCOLO “. Quindi, nel 1936, fu trasferito alla flotta della TIRRENIA. Eseguiva la linea merci cosiddetta del Nord Europa, con partenza da Fiume, ed anche quel viaggio lo aveva iniziato proprio da Fiume e quindi fra gli altri porti aveva scalato anche Catania, Reggio Calabria e Napoli, ultimo approdo italiano ed infine Valencia in Spagna che aveva lasciato l’8 Aprile 1940 con destinazione Rotterdam. Si era in pratica alla vigilia dell’entrata in guerra anche dell’Italia e, nelle previsioni, quello costituiva l’ultimo viaggio di una nave italiana di linea in Nord Europa.

Iniziarono dopo qualche giorno le prime avvisaglie di quello che avrebbe incontrato la nave. Infatti, nella notte tra il 9 ed il 10 Aprile, fu fermata da un Guardiacoste inglese – nelle vicinanze di Gibilterra -  e, dopo essersi fatta riconoscere, furono ispezionati i documenti da parte di una pattuglia salita a bordo e quindi, senza troppi complimenti, invitata a dirottare proprio su Gibilterra. Quivi giunta, il Comandante Cap. Dario LUCANO, rifiutò la proposta avanzatagli dal Control Office di aggregarsi ad un convoglio per poter proseguire il viaggio verso l’Olanda, accettando però di firmare un impegno di sostare a Weimouth (Sud dell’Inghilterra) onde consentire l’ispezione del carico. Questa era la condizione per poter lasciare Gibilterra che il Comandante scelse, preferendo non accodarsi ad un convoglio alleato, ben sapendo che gli U-Boot tedeschi attaccavano tutte le navi “neutrali” all’interno di un convoglio..

Questi, di seguito, i fatti che portarono poi al tragico affondamento:

 

15/04/40 – Arrivo a Weimouth – Serie di ispezioni. Invio dei documenti a Londra.

  

    24/04/40– Restituzione dei documenti ed autorizzazione a partire, con l’obbligo di seguire rotte particolari e navigazione notturna a luci spente. – Partenza al tramonto.

 

26/04/40 -       Arrivo a Dover. Nuova ispezione ai documenti ed al carico.

 

27/04/40 -       Partenza da Dover, navigazione con nebbia ed incontro con convogli e navi militari. Evitate numerose mine mediante l’uso di pertiche.

 

28/04/40 -       Arrivo a Rotterdam, tra l’incredulità delle autorità olandesi.

 

07/05/40         Partenza per Dordretch

 

08/05/40         Partenza per Anversa

 

10/06/40         INVASIONE DEI PAESI BASSI DA PARTE DEI TEDESCHI

 

12-15/05/40 – Sosta ad Anversa.

 

14/04/40         Autorizzazione a partire per il ritorno. Con destinazione Genova senza scalo. Vengono imbarcati 8 passeggeri italiani.

 

15/05/40         Partenza all’alba. I Docks appaiono deserti. Anversa è sotto bombardamento aereo. Il FOSCOLO è seguito dalla navi nazionali FIDELITAS  e A. LOCATELLI..

                     Alcuni colpi d’artiglieria vengono sparati contro le navi dalla riva orientale dello Schelda che sfiorano il FOSCOLO. Schegge a bordo. Viene mantenuto il “SILENZIO RADIO” per ovvi motivi militari..Alle 12,00 a Flushing. Cambio dei Piloti. Inizia l’attraversamento del campo minato di VIELINGEN. Alle 14,00 la nave viene sorvolata da aerei da caccia tedeschi e sottoposta a mitragliamento. Quindi, arrivano anche i bombardieri che sganciano numerose bombe tutt’intorno. La prima ad essere colpita è la LOCATELLI.. Anche la FOSCOLO è sconvolta dalle bombe che le provocano numerosi e gravi danni. Vista la situazione, il Comandante Lucano decide di rompere il “ silenzio radio “ e lancia un messaggio di soccorso, senza indicare la posizione.(sempre per motivi militari) “Sos de IBZR Italian S/s Foscolo bombed requires immediate assistance” – Ci sono continui sorvoli da parte di aerei tedeschi. La nave comincia a sbandare e la fine è vicina. Non esiste alcuna speranza di soccorso percui è giocoforza abbandonare il FOSCOLO. Quindi, poste le lance in mare, vengono evacuati i passeggeri e parte dell’equipaggio. A seguire, anche tutti gli altri., che raggiungono felicemente la

 

costa poco lontana. Nei giorni seguenti, poiché la nave non è completamente affondata e si tenta un improbabile salvataggio. Ma tutto è inutile nonostante gli sforzi e l’assoluta mancanza di mezzi idonei. Passeggeri ed equipaggio vengono temporaneamente sistemati nell ‘Albergo “Hotel Casinò”.

16/05/40     Gli otto passeggeri vengono prelevati dal Console Generale d’Italia e trasportati a Bruxelles.

17/05/40     Viene istituito il coprifuoco. Nessuno può uscire dall’albergo.

19/05/40  Viene proposto di imbarcarsi sul Piroscafo di bandiera lettone “ SIGURD FAULBANUS” diretto a Dunkerque ma la visita a bordo evidenzia in maniera assolutamente negativa lo stato di navigabilità dello stesso. La sera, preso atto del precipitare della situazione, in due gruppi separati, l’equipaggio parte a piedi per Dunkerque, sotto continui bombardamenti.

20/05/40.    Giunti alla meta, gli uomini del Foscolo vengono alloggiati in una scuola da dove

24/05/40   vengono sloggiati il 24 perché il locale serve ai soldati francesi. Continua la martellante offensiva delle truppe tedesche, con indicibili disagi e scarso vettovagliamento

27/05/40.    I nostri naufraghi hanno trovato rifugio nella cantina della Biblioteca comunale, che purtroppo bombardata, si incendia ed allora ci si trasferisce in aperta campagna. Permangono i disagi, i furiosi bombardamenti essendo presi tra due fuochi.

02/06/40         I francesi abbandonano le posizioni. E’ il caos. Si rimane in prudente attesa. Sono ormai trascorsi ben 17 giorni dall’affondamento e gli uomini sono ormai esausti.

03/06/40.        Giungono le truppe tedesche. Tra mille dubbi e perplessità, si decide di presentarsi a quelli che, almeno ufficialmente, sono alleati dell’Italia. Vengono accolti con cameratismo e rifocillati. E’ programmato il trasferimento a Bruxelles.

04/06/40         I naufraghi arrivano a Bruxelles, via Ghent, mediante mezzi militari tedeschi.

05/06/40         Tutto l’equipaggio viene ricevuto dal Console Generale d’Italia in Belgio e si fissa la partenza per il rimpatrio al giorno 8 Giugno.

08/06/40         Si parte finalmente per l’Italia a mezzo Autobus che li trasporta a Colonia.

                     In treno, via Monaco, si riprende il viaggio per il rientro a casa. Il convoglio arriva alle 23,00 a Fiume, residenza della maggior parte dell’equipaggio.

 

 

 

Il Piroscafo FOSCOLO

  Si conclude qui quello che venne definito l’odissea del Foscolo, Mancavano meno di 18 ore alla dichiarazione di entrata in guerra dell’Italia e questo episodio rappresenta in maniera emblematica quanto patito delle nostre navi mercantili in tempo di pace e di una lunga vigilia di guerra. Quello che fu l’equipaggio del FOSCOLO, venne destinato su altre navi mercantili e militari della nazione ormai in guerra. Il Comandante Lucano, venne destinato come Ufficiale di rotta sull’Incrociatore Duca d’Aosta., sopravvivendo al conflitto. Si ignora la sorte del resto dell’equipaggio. Questo episodio, a suo tempo, colpì molto l’opinione pubblica, tanto che il famoso giornalista LUIGI BARZINI, pubblicò il 23 Giugno 1940 sul giornale “IL POPOLO D’ITALIA” un articolo sulla vicenda dal titolo “ La straordinaria odissea dell’equipaggio del FOSCOLO nella catastrofe di Dunkerque”.

 

 





 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

Casina dei Capitani - Via Municipio 11 - Tel/Fax 081 532 18 34 -