FOSCOLO
L’affondamento del
FOSCOLO, avvenuto il 15 Maggio 1940, ad opera degli Stukas
tedeschi, oltre ad essere una rappresentativa storia delle nostre navi
drammaticamente protagoniste prima dello scoppio della guerra,
costituisce anche l’odissea dell’equipaggio della stessa che si trovò
coinvolto nella tragedia di Dunkerque Esso apparteneva alla
Società TIRRENIA di Napoli che l’aveva rilevato dalla Società ADRIA nel
36 dopo la nascita della FINMARE .
Il FOSCOLO era un
piroscafo da carico – costruito a Glasgow – nel 1919 –di Tonn. 3.059 di
St. Lorda col nome “ROGIER “ aventi le seguenti dimensioni: lungh.
104,20 – largh. 14,20 – imm. 7,05 – Macchina a vapore (Triplice
espansione) della potenza di 1.700 Hp.
Dopo essere stato
ceduto ad una Compagnia belga nel 1927, cambiando nome in “ MARINGA” fu
acquistato nel 1934 dalla Società Adria che le impose il nome definitivo
di “ FOSCOLO “. Quindi, nel 1936, fu trasferito alla flotta della
TIRRENIA. Eseguiva la linea merci cosiddetta del Nord Europa, con
partenza da Fiume, ed anche quel viaggio lo aveva iniziato proprio da
Fiume e quindi fra gli altri porti aveva scalato anche Catania, Reggio
Calabria e Napoli, ultimo approdo italiano ed infine Valencia in
Spagna che aveva lasciato l’8 Aprile 1940 con destinazione
Rotterdam. Si era in pratica alla vigilia dell’entrata in guerra
anche dell’Italia e, nelle previsioni, quello costituiva l’ultimo
viaggio di una nave italiana di linea in Nord Europa.
Iniziarono dopo
qualche giorno le prime avvisaglie di quello che avrebbe incontrato la
nave. Infatti, nella notte tra il 9 ed il 10 Aprile, fu fermata da un
Guardiacoste inglese – nelle vicinanze di Gibilterra - e, dopo essersi
fatta riconoscere, furono ispezionati i documenti da parte di una
pattuglia salita a bordo e quindi, senza troppi complimenti, invitata a
dirottare proprio su Gibilterra. Quivi giunta, il Comandante Cap. Dario
LUCANO, rifiutò la proposta avanzatagli dal Control Office di aggregarsi
ad un convoglio per poter proseguire il viaggio verso l’Olanda,
accettando però di firmare un impegno di sostare a Weimouth (Sud
dell’Inghilterra) onde consentire l’ispezione del carico. Questa era la
condizione per poter lasciare Gibilterra che il Comandante scelse,
preferendo non accodarsi ad un convoglio alleato, ben sapendo che gli
U-Boot tedeschi attaccavano tutte le navi “neutrali” all’interno di un
convoglio..
Questi, di seguito,
i fatti che portarono poi al tragico affondamento:
15/04/40
– Arrivo a Weimouth – Serie di ispezioni. Invio dei documenti a Londra.
24/04/40–
Restituzione dei documenti ed autorizzazione a partire, con l’obbligo di
seguire rotte particolari e navigazione notturna a luci spente. –
Partenza al tramonto.
26/04/40
- Arrivo a Dover. Nuova ispezione ai documenti ed al carico.
27/04/40
- Partenza da Dover, navigazione con nebbia ed incontro con
convogli e navi militari. Evitate numerose mine mediante l’uso di
pertiche.
28/04/40
- Arrivo a Rotterdam, tra l’incredulità delle autorità olandesi.
07/05/40
Partenza per Dordretch
08/05/40
Partenza per Anversa
10/06/40
INVASIONE DEI PAESI BASSI DA PARTE DEI TEDESCHI
12-15/05/40
– Sosta ad Anversa.
14/04/40
Autorizzazione a partire per il ritorno. Con destinazione Genova senza
scalo. Vengono imbarcati 8 passeggeri italiani.
15/05/40
Partenza all’alba. I Docks appaiono deserti. Anversa è sotto
bombardamento aereo. Il FOSCOLO è seguito dalla navi
nazionali FIDELITAS e A. LOCATELLI..
Alcuni colpi d’artiglieria vengono sparati contro le navi dalla riva
orientale dello Schelda che sfiorano il FOSCOLO. Schegge a bordo. Viene
mantenuto il “SILENZIO RADIO” per ovvi motivi militari..Alle 12,00 a
Flushing. Cambio dei Piloti. Inizia l’attraversamento del campo minato
di VIELINGEN. Alle 14,00 la nave viene sorvolata da aerei da caccia
tedeschi e sottoposta a mitragliamento. Quindi, arrivano anche i
bombardieri che sganciano numerose bombe tutt’intorno. La prima ad
essere colpita è la LOCATELLI.. Anche la FOSCOLO è sconvolta dalle bombe
che le provocano numerosi e gravi danni. Vista la situazione, il
Comandante Lucano decide di rompere il “ silenzio radio “ e lancia un
messaggio di soccorso, senza indicare la posizione.(sempre per motivi
militari) “Sos de IBZR Italian S/s Foscolo bombed requires
immediate assistance” – Ci sono continui sorvoli da parte di
aerei tedeschi. La nave comincia a sbandare e la fine è vicina. Non
esiste alcuna speranza di soccorso percui è giocoforza abbandonare il
FOSCOLO. Quindi, poste le lance in mare, vengono evacuati i passeggeri e
parte dell’equipaggio. A seguire, anche tutti gli altri., che
raggiungono felicemente la


costa poco lontana.
Nei giorni seguenti, poiché la nave non è completamente affondata e si
tenta un improbabile salvataggio. Ma tutto è inutile nonostante gli
sforzi e l’assoluta mancanza di mezzi idonei. Passeggeri ed equipaggio
vengono temporaneamente sistemati nell ‘Albergo “Hotel Casinò”.
16/05/40
Gli otto passeggeri vengono prelevati dal Console Generale d’Italia e
trasportati a Bruxelles.
17/05/40
Viene istituito il coprifuoco. Nessuno può uscire dall’albergo.
19/05/40
Viene proposto di imbarcarsi sul Piroscafo di bandiera lettone “ SIGURD
FAULBANUS” diretto a Dunkerque ma la visita a bordo evidenzia in maniera
assolutamente negativa lo stato di navigabilità dello stesso. La sera,
preso atto del precipitare della situazione, in due gruppi separati,
l’equipaggio parte a piedi per Dunkerque, sotto continui bombardamenti.
20/05/40.
Giunti alla meta, gli uomini del Foscolo vengono alloggiati in una
scuola da dove
24/05/40
vengono sloggiati il 24 perché il locale serve ai soldati francesi.
Continua la martellante offensiva delle truppe tedesche, con indicibili
disagi e scarso vettovagliamento
27/05/40.
I nostri naufraghi hanno trovato rifugio nella cantina della Biblioteca
comunale, che purtroppo bombardata, si incendia ed allora ci si
trasferisce in aperta campagna. Permangono i disagi, i furiosi
bombardamenti essendo presi tra due fuochi.
02/06/40
I francesi abbandonano le posizioni. E’ il caos. Si rimane in prudente
attesa. Sono ormai trascorsi ben 17 giorni dall’affondamento e gli
uomini sono ormai esausti.
03/06/40.
Giungono le truppe tedesche. Tra mille dubbi e perplessità, si decide di
presentarsi a quelli che, almeno ufficialmente, sono alleati
dell’Italia. Vengono accolti con cameratismo e rifocillati. E’
programmato il trasferimento a Bruxelles.
04/06/40
I naufraghi arrivano a Bruxelles, via Ghent, mediante mezzi militari
tedeschi.
05/06/40
Tutto l’equipaggio viene ricevuto dal Console Generale d’Italia in
Belgio e si fissa la partenza per il rimpatrio al giorno 8 Giugno.
08/06/40
Si parte finalmente per l’Italia a mezzo Autobus che li trasporta a
Colonia.
In treno, via Monaco, si riprende il viaggio per il rientro a casa. Il
convoglio arriva alle 23,00 a Fiume, residenza della maggior parte
dell’equipaggio.

Il
Piroscafo FOSCOLO
Si conclude qui
quello che venne definito l’odissea del Foscolo, Mancavano meno di 18
ore alla dichiarazione di entrata in guerra dell’Italia e questo
episodio rappresenta in maniera emblematica quanto patito delle nostre
navi mercantili in tempo di pace e di una lunga vigilia di guerra.
Quello che fu l’equipaggio del FOSCOLO, venne destinato su altre navi
mercantili e militari della nazione ormai in guerra. Il Comandante
Lucano, venne destinato come Ufficiale di rotta sull’Incrociatore Duca
d’Aosta., sopravvivendo al conflitto. Si ignora la sorte del resto
dell’equipaggio. Questo episodio, a suo tempo, colpì molto l’opinione
pubblica, tanto che il famoso giornalista LUIGI BARZINI, pubblicò il 23
Giugno 1940 sul giornale “IL POPOLO D’ITALIA” un articolo sulla vicenda
dal titolo “ La straordinaria odissea dell’equipaggio del FOSCOLO
nella catastrofe di Dunkerque”.
