UN REPERTO DELLA 1^ GUERRA MONDIALE
E’
stato recentemente donato alla
CASINA un reperto della 1^ Guerra
Mondiale. Trattasi, come si evince
dalle foto, di un frammento di
lamiera – contorto e deformato
dall’esplosione di un siluro di
U-BOOT , che colpì il piroscafo
italiano CAPRI, al comando del
Capitano Vincenzo CAFIERO di META
(Socio fin dal 1891 della nostra
Associazione) mentre era in
navigazione in convoglio tra PORTO
SAID e NAPOLI, proveniente da BOMBAY.:
Dimensioni: largh. Cm 55 – alt. Cm.
32 – prof. Cm. 28
Il
testo della Targa
Frammento di lamiera del Piroscafo
“CAPRI” che al comando del
Capitano Vincenzo CAFIERO di Meta,
fu colpito da siluro di sommergibile
nemico nella notte tra il 23 ed il
24 Marzo 1918.
La
nave, miracolosamente non affondò
nonostante la falla
di 14
metri di lunghezza e con i mezzi
propri riuscì a raggiungere
Alessandria d’Egitto il giorno
dopo. Immessa in bacino per la
riparazione,
il
pezzo di lamiera così violentemente
contorto dall’esplosione,
a
testimonianza del tragico episodio,
fu ricuperato dal Comandante
e
trasportata in Italia. Oggi, la
famiglia del Comandante Cafiero,
ne ha
fatto dono alla Casina.
Meta, Maggio 2004
Piroscafo CAPRI ex ISOLA DI CAPRI
varato nel 1902 nei Cantieri del
Muggiano (La Spezia)i tonn. 4.196 di
Stazza Lorda e 2.1718 di Stazza
netta. Apparteneva alla nvigazione
Generale Italiana e nel 1912 entra a
far parte della neo costituita
Società Marittima Italiana.

Veduta
d’assieme del luogo in cui è stato
collocato il reperto alla Casina

Il
Piroscafo “ CAPRI “
BREVE
STORIA DELLA NAVE
(
Ricerca eseguita a cura dell’Ing.
VERDE del Lloyd Register)
CAPRI
ex ISOLA DI CAPRI
Scafo costruito nel 1902 dal
cantiere Hofer Manara di Muggiano.
Allestimento effettuato a Palermo.
Stazza: 4196 tonn.
Lunghezza f.t. 104,57 m
Lunghezza tra le perp. 99,13 m
Larghezza 14,56 m
Altezza di costr. 7,39 m
Immersione 6,82 m
DW = 5140 T
5 stive
Macchina a vapore a t.e. da 1790 CV
indicati, costruita dalla Fonderia
Oretea, Palermo, nel 1902
2 caldaie cilindriche monofronte.
La
nave fu costruita per la Società
Meridionale di Trasporti Marittimi,
di Napoli.
Al completamento fu venduta alla
Navigazione Generale Italiana di
Roma.
Ceduta nel 1910 alla Società
Nazionale dei Servizi Marittimi di
Roma, per i servizi sovvenzionati.
Ceduta nel 1913 alla Marittima
Italiana di Genova.
Demolita nel 1924.
La
società armatrice originaria ha una
storia interessante: la Società
Meridionale di Trasporti Marittimi
fu costituita a Napoli nel 1899 da
elementi napoletani e palermitani,
con un capitale di 10 milioni di
lire. Presidente era Raffaele Corsi,
nel consiglio di amministrazione
sedevano Roberto de Sanna, Angelo
Orlando, Ignazio Florio, Giuseppe
Caravita principe di Sirignano,
Giorgio Krendel.
La
famiglia Florio di Palermo
partecipava, tramite la "I & V
Florio", con 20.100 azioni al
capitale della nuova società. Fu
proprio la ditta Florio a cedere tre
piccole navi alla Meridionale (Alpha,
Beta e Picnic) e la linea
Palermo-Liverpool-Bristol-Manchester.
Purtroppo la vita della società fu
subito difficile, infatti gli
azionisti napoletani e quelli
palermitani si combattevano. Questi
ultimi non erano altro che
rappresentanti degli interessi di
Florio, infatti subito il capitale
fu ridotto a 8 milioni di lire, in
modo che Ignazio Florio si trovò con
la maggioranza assoluta.
I
rapporti tra gli azionisti
peggiorarono di mese in mese e nel
1901 fu proposto lo scioglimento
della società: nel dicembre 1901 ci
fu un'interessante proposta di
Tommaso Astarita che propose il
noleggio di tutte le navi a
determinate condizioni. La proposta
fu avversata dai palermitani, che in
realtà spingevano per lo
scioglimento e perché Florio
mettesse le mani sulle navi. Così
nel febbraio 1902 Astarita, vistosi
avversato, ritirò l'offerta e il
mese dopo la società fu messa in
liquidazione.
La
SMTM aveva ordinato cinque moderni
piroscafi ai cantieri nazionali;
Isola di Favignana ed Isola di
Levanzo, già in esercizio, e Isola
d'Ischia, Isola di Capri, ed Isola
di Procida, ancora in costruzione.
Tutte
e cinque le navi furono
immancabilmente cedute alla
Navigazione Generale Italiana di
Roma, di cui Florio era in pratica
il proprietario. La NGI, prendendo
in consegna le navi (le tre in
costruzione furono completate a cura
della SMTM e consegnate alla NGI
"chiavi in mano") si limitò a
togliere l'appellativo di Isola dal
nome.
Fortunato
IMPERATO – Maggio 2004
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Copia dell’Estratto
del Giornale Nautico, scritto di
pugno dal Comandante CAFIERO,
relativo all’episodio.
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