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E’ SCOMPARSO IL
COMANDANTE GIANNETTINO
All’alba del
24 Febbraio scorso, è deceduto il
Comandante CAFIERO Giovan Battista –
meglio conosciuto come “GIANNETTINO”
– Socio decano della CASINA e Sindaco
Revisore dei Conti. Iscritto fin
dall’Ottobre 1946, ha sempre collaborato
con generosità ed altruismo alla vita
del sodalizio. Era nato a Meta il 30
Marzo 1918 e, come da tradizione
familiare, frequentò il glorioso
Istituto Nautico Nino Bixio,
diplomandosi nel 1939, giusto in tempo
per essere ammesso all’Accademia
Militare di Livorno come Allievo
Ufficiale di Stato Maggiore di
Complemento, trovandosi così puntuale
all’appuntamento storico del 10 Giugno
1940 - giorno dell’entrata in guerra
dell’Italia.
Fu subito
destinato, quale Ufficiale di Rotta ,
dapprima sulla Torpediniera MISSORI
(vetusto tre pipe) e poi sulla
Torpediniera LA FARINA assegnata alla
scorta dei convogli sulle tragiche rotte
per la Libia. Il 4 Maggio 1941, alle
ore 05,30 in Latitudine 34* 35’ Nord e
Longitudine 11° 50’ Est a bordo del
l’unità, partita da Tripoli il giorno
prima di scorta alla Petroliera LUISIANA
diretta a TRAPANI, si verificò una
violenta esplosione a poppavia della
plancia che spezzò la nave in due
all’altezza del fumaiolo centrale.
L’affondamento avvenne in due minuti.
(vedi NAVI MILITARI PERDUTE – VOL. II° -
pag. 38) In quella circostanza gli
fu assegnata la “Croce di Guerra al
Valor militare.
Trascorso un
breve periodo di licenza,fu assegnato
dal 1° Luglio alla Prima Flottiglia MAS
di La Spezia; quindi Comandante del MAS
575 e di seguito, Comandante del MAS 557
basato a Pantelleria e Trapani, sulla
quale unità partecipò alla furiosa
Battaglia di “ MEZZ’AGOSTO” (Agosto 42)
guadagnandosi la Medaglia d’Argento al
valor militare “sul campo”- La
motivazione fu la seguente:
Comandante di MAS in azione notturna, si
lanciava con alto spirito aggressivo
contro un convoglio nemico fortemente
scortato e silurava un grossa unità
mercantile nemica, affondandola. Con
abile manovra condotta sotto violento
fuoco avversario riusciva a
disimpegnarsi dalla caccia, riconducendo
incolume alla base la sua unità.

Viene così
meglio descritta l’azione svolta a pag.
258 del Volume “ La Battaglia aeronavale
di Mezzo Agosto” di Fr. Mattesini:
“
Ciononostante il MAS 557 (Guardiamarina
G.B. Cafiero) non si attenne a questa
imposizione (restare passivamente nella
zona assegnata, scelta dal Capo
Flottiglia) e con lodevole iniziativa si
spostò a circa quaranta miglia a sud
ovest di Pantelleria, ove alle 04,40,
avvistò il Piroscafo americano SANTA
ELISA.
Constatato
che la distanza non gli avrebbe permesso
di portarsi in posizione favorevole di
lancio manovrando con i motori ausiliari
(silenziosi, ma lenti) il Guardiamarina
Cafiero non esitò a mettere in funzione
i motori principali, pur sapendo che il
loro rumore avrebbe messo in allarme il
nemico.
Infatti, il
SANTA ELISA percepì la minaccia , e
quando poco dopo vide sbucare
nell’oscurità, molto vicina al fianco
sinistro, la sagoma della silurante,
manovrò prontamente schivando un siluro.
Fra il piroscafo e il Mas 557, che lo
oltrepassava di poppa ad alta velocità,
si svolse dapprima un violento scambio
di colpi di mitragliera, poi l’unità
italiana tornò all’attacco dall’altro
lato e alle 05,10 scagliò da breve
distanza il suo secondo siluro che
arrivò a segno a prora del mercantile,
determinando un forte scoppio e
immediatamente dopo una fiammata alta
dai centocinquanta ai duecento metri di
colore giallo azzurrognolo. Trasportando
in massima parte benzina per aerei il
Santa Elisa prese fuoco da un’estremità
all’altra, Parte dell’equipaggio ebbe
appena il tempo di mettersi in salvo,
calando in mare tre imbarcazioni, prima
che le fiamme, assieme all’esplosione
del carico delle munizioni,
trasformassero la nave in un rottame
incandescente. Due ore più tardi, i
ventotto superstiti vennero raccolti dai
cacciotorpediniere di scorta Penn e
Bramahan.”



Trascriviamo infine dal sito World
War 2 / Operation Pedestal quanto è
stato scritto dagli stessi inglesi.”
MAS 557 found the Santa
Elisa at 04,40 which had passed trough
the minefields, and attacked the
merchant but her noisy main engines
alerted the target’s crew who pit up a
spirited defence. After one failed
attack she returned to attack on the
other side and scored a hit which was
fatal because Santa Elisa was carrying
aviation fuel. A pillar of flame 500 ft
high shut up the burning ship, from
which twenty eight survivors were
rescued by the destroyers Penn and
Bramham.”
(Traduzione libera)
Il Mas 557 trovò il SANTA
ELISA alle 04,40 che era passata
attraverso i campi minati, e attaccò il
mercantile ma i propri rumorosi motori
principali allarmarono l’equipaggio del
bersaglio che attivò una vivacissima
difesa. Dopo un primo attacco fallito,
(il mas) ritornò ad attaccare dall’altro
lato e lanciò un siluro che fu fatale
perché il SANTA ELISA stava trasportando
carburante per aerei. Una colonna di
fiamme alta 500 piedi (150 metri) si
innalzò dalla nave in fiamme, da cui 28
sopravvissuti furono salvati dai
Cacciatorpediniere PENN e BRAMHAM.
Il mare è
crudele ma l’uomo lo rende ancor più
crudele. Quasi per ironia della sorte,
il luogo dell’attacco vittorioso del Mas
557, è molto vicino al luogo dove poco
più di un anno prima affondava la
Torpediniera LA FARINA. Non sappiamo
quale pensiero ha attraversato la mente
del Comandante Cafiero nel trovarsi in
una situazione opposta e che comunque ha
comportato una perdita di vite umane.
Siamo certi che il sentimento che anima
la totalità dei naviganti abbia avuto il
suo peso morale e di sofferta
partecipazione quando ha dovuto, in
pochi minuti, per adempiere al proprio
dovere, dover decidere di sacrificare la
vita di altri fratelli sul mare.
Da un altro
sito internet “ British merchant Navy at
war 1939-1946 “ nella pagina Operation
Pedestal (l’equivalente di Mezz’Agosto)
abbiamo trovato una tabella delle navi
affondate con a fianco il numero delle
vittime e relativamente al SANTA ELISA –
bandiera USA – vittime (fatalities) 4.
che, sebbene molto dolorose, raffrontate
a quelle di un’altra nave del convoglio
il “ Waimarama” – inglese – con 83
vittime, ha forse potuto mitigare
l’angoscia di chi le avrebbe provocate.
Superò
indenne lo sventurato otto settembre
1943 e lo ritroviamo di nuovo sui Mas
con base a Brindisi al comando del 519 e
partecipò a numerose e rischiosissime
missioni ottenendo la medaglia di Bronzo
al valor militare “ sul campo” la cui
motivazione è la seguente:
“
Comandante di MAS impiegato in speciali
missioni di guerra rese particolarmente
difficili e rischiose per la lunga
permanenza sotto costa nemica, assolveva
il proprio incarico con sereno coraggio
, sprezzo del pericolo e sentimento del
dovere.”
Le missioni
erano svolte presso le coste Jugoslave
occupate dai tedeschi e consistevano
nello sbarcare e recuperare commandos,
operatori speciali dei servizi segreti e
materiali di supporto.
Ritornato alla vita civile, trovò
imbarco sulla motocisterna america “
Y 99 “ dove rimase per oltre un
anno. Imbarcò successivamente su navi da
carico della marina libera con gli
Armatori Lauro & Montella (P/fo
SFINGE) e poi per molti anni con
Achille LAURO sulle seguenti navi:
Aida Lauro –
Iris – Gioacchino Lauro – Pegaso –
Ravello – Giulia.
Quindi, dal
1962 con la Tirrenia, sulle navi: C.
di Siracusa – C. di Napoli – C. di Nuoro
– Calabria – Lazio da ufficiale
avventizio e poi dal 1964 da 1°
Commissario sulle navi Torres –
Sardegna- C. di Tunisi – Sicilia –
Calabria – Campania Felix – Manzoni –
Carducci – Arborea – Boccaccio –
Petrarca – Pascoli – Leopardi ed in
ultimo Sicilia, da cui sbarcò il
17 Marzo 1978 per pensionamento.
Da allora,
ha condotto una vita ritirata e modesta
non ostentando affatto il suo passato
glorioso, ed infine affrontando in
silenzio, con esemplare
coraggio e dignità il proprio calvario,
offrendo a noi tutti un messaggio
altissimo di umiltà e di saggezza di
vita. La sua scomparsa ha lasciato in
tutti noi della Casina, un vuoto
incolmabile ed un ricordo commosso. A
lui vanno la nostra gratitudine ed un
affettuoso saluto.
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