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BRICK SCOONER “ SOFIA
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BRICK SCOONER “ SOFIA
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(Trascrizione)
Oggi quattordici Marzo
milleottocentosessantacinque
alle ore 09.00 avanti noi
nella casa di nostra
abitazione strada San
Sebastiano
Innanzi noi Carlo BONIFAZIO
Giudice del Tribunale di
Commercio di Napoli
destinato a questo atto dal
Presidente del
Collegio,assistito dal
Cancelliere del Tribunale
nella casa di nostra
abitazione, sita come sopra,
per la ricorrenza del giorno
natalizio di S. M. il Re
d’Italia, si è presentato il
Capitano Antonio ESPOSITO di
Seiano di Castellammare,
capitano Comandante del
Brick Scooner nominato SOFIA
di tonn. 194, equipaggiato
da 10 persone lui compreso,
caricato da Newcastle,
diretto per Napoli con
carbon fossile, ad oggetto
di fare il rapporto della
sua navigazione tenuta; a
questo effetto, dopo di aver
giurato in nostre mani, di
dire la verità, ha
dichiarato:
“che nel giorno 22 dicembre,
stagno all’acqua, con i
boccaporti coverti da
incerata chiodata e di pieno
carico di carbone a bordo,
partiva da NewCastle pel suo
destino.
Nel 30
trovandosi nelle acque di
Goldbank colà per i venti
contrari dal 3° quadrante di
tal che si arrangia con la
grande di maestra, quella di
Trinchetto.
Nel giorno 8 il temporale
proseguendo con la medesima
forza.
Al sorgere del sole del 9
raddoppiò di forza potendosi
ben dire uragano;
l’acqua nella sentina
aumentata, quantunque a
spessi intervalli si
battessero le pompe, e così
pertanto si agguantava con
le due gabbie basse e
trinchettina e ciò al fine
di non derivare verso la
costa.
All’una
pomeridiana il vento
dico bastimento si
sbandò sulla sinistra, si
tenne consiglio e si
deliberò ad un’unanimità di
abbandonare al vento le tre
vele e per lo oggetto si
tagliarono le scotte e così
il vento ridusse in tocchi
le menzionate vele, ma il
bastimento non si riusciva
per quanto TENTATO… a
proseguire la navigazione fu
forza in seguito di altro
consiglio come sopra
tenuto, di
gettasi nel
mare parte del carico e gli
oggetti che trovavansi in
coperta.
In
esecuzione del deliberato,
vennero gettati in mare vari
corpi di manovra, la forza
delle vele che stavano nella
barcaccia, si tagliarono le
botti d’acqua e tanto i
cerchi che le doghe si
gettarono in mare; indi dai
portelli di poppa e da
quelli della camera dei
marinari, si principiò il
getto del carbone, dopo di
essersi rotte le paratie
dell’uno e dell’altro. Il
getto durò circa due ore
si dovettero sfondare in
più parti le murate, indi si
serrarono tutte le vele,
restando con la sola gabbia
e tutti li terzaroli presi;
infrattanto l’equipaggio
manovrava a riva, una grossa
onda di mare si frangeva
contro il bordo della
sinistra del legno, con gran
veemenza in modo che il
Capitano ed il timoniere
Aniello Esposito furono
gettati in mare dalla murata
di dritta, però il
timoniere rimase sul bordo
ed il Capitano LAURO,
sventuratamente, fu sbalzato
in mare. Il timoniere avvisò
i marinari che stavano a
riva che il Capitano era
caduto in mare, nel momento
l’equipaggio scese in
coperta, fra questi due
figli del capitano e
tutti si adoperarono a
salvare il capitano ma
sventuratamente gli sforzi
riuscirono vani ed il
capitano miseramente
dovette perire nelle
onde. , Nel seguente
giorno la bufera imperversò
con maggior violenza anche
dal secondo quadrante per la
qual circostanza fu
governato con una sola
gabbia bassa. l’aria
divenne nuvolosa con vento
fortunale dal 3° quadrante e
i marosi spesso frangendosi
in coperta…..
Visitata la sentina, dalla
quale si pomparono circa
14 pulsate d’acqua e
l’acqua usciva dalle pompe
con carbone misto…….. A
mezzodì, per rilevazione
fatta il bastimento
trovandosi nella latitudine
50° e 51’ Nord e longitudine
0° e 59’ Ovest Greenwich.
Non si
potrebbe precisare
la quantità del carbone
gettato. Che essendosi
equilibrato il legno, si
sospese il getto …..; indi
si diè mano……alla velatura
spiegandosi la sola randa
con la quale si agguantava
al traverso, non essendo
riusciti ad inferire altre
vele per la impetuosità del
vento e del mare, per la
qual circostanza, si riuscì
di poggiare per il porto di
Falmouth, essendo quello il
più vicino. Nel dì 10,
l’uragano cominciò a
declinare, di talchè riuscì
di poggiare per Falmouth ove
giunse nel seguente giorno
11. Ivi dell’accaduto se ne
fece relazione al Console
italiano, il quale provvide
a rivestire alla
dichiarazione delle funzioni
di Capitano.
Riuscendo così riparare alla
meglio il bastimento, si
rimpiazzano le vele perdute,
nel giorno 20 dello scorso
febbraio, si fece vela per
la sua destinazione e
senz’altra novità è giunto
in questo porto, ignorando
quale altra avaria abbia
sofferto il rimanente
carico.
Lettura data al Capitano
della presente relazione ha
detto contenere
la verità ed
ha firmato
insieme a noi. IL
CANCELLIERE
Ad oggetto di far verificare
la sua relazione abbiamo
interrogato e ricevuto le
risposte dai seguenti
individui dell’equipaggio,
separatamente l’uno
dall’altro:
1 – Carlo Lauro del fu
Gennaro di anni 22 nativo di
Meta, marinaro
2 – Lorenzo Lauro del fu
Lorenzo di anni 27 marinaro,
i quali hanno prestato il
giuramento nelle nostre mani
di dire la verità, colla
seguente formola:
“ giuro
chiamando Dio in testimone
di dire la verità di quanto
dichiaro.
Dopo di ciò
interrogati hanno deposto
uniformemente alla relazione
del Capitano ed
abbiamo firmato insieme col
solo signor Carlo Lauro
avendo l’altro dichiarato di
non saper scrivere, e col
Cancelliere
Carlo LAURO – Carlo
BONIFACIO – Errico VITIELLO
Repertorio 1295
Copia rilasciata il 27 Marzo
1867 – N° Repertorio 4471
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Fortunato
Imperato
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